19 ottobre 2015

EXPO: a 22 anni coordina 2 padiglioni

Mancano poco meno di 10 giorni alla chiusura di EXPO 2015 e proprio i padiglioni che montano le strutture NPS® - quelli di Oman e Qatar - sono tra i 3 più visitati dopo quello degli Stati Uniti.
Siamo fieri di come ha lavorato la nostra squadra di engineering con in prima linea gli ingegneri China, Favarato e Scattolin.
E abbiamo fatto la scelta giusta dando fiducia ad un giovane tecnico ventenne per la gestione della costruzione dei due padiglioni.

 Riccardo Bona 
   R. Bona, T.S. per l'Edilizia

Tutto inizia con un tirocinio
La dinamicità e la passione nell’affrontare la vita di cantiere sicuramente non era passata inosservata durante il periodo di stage formativo svolto presso la Tecnostrutture tra marzo e aprile 2014, così Riccardo Bona a soli 22 anni, se pur in costante affiancamento con il responsabile di cantiere della Tecnostrutture, il geom. Alessandro Baldo, si è ritrovato di fatto a gestire le complesse problematiche di due cantieri di EXPO 2015. Dopo il conseguimento della qualifica di Tecnico Superiore per l’innovazione e la qualità delle abitazioni conseguito presso l’ITS PAVIA Città della Formazione a luglio 2014, a settembre Riccardo Bona ha accettato la proposta di Tecnostrutture di seguire e coordinare la logistica e le relative problematiche di sicurezza nei due cantieri per la costruzione dei padiglioni espositivi dell’Emirato del Qatar e del Sultanato dell’Oman per Expo 2015.

Riccardo racconta
“Un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire, un’esperienza che pochissimi avrebbero potuto fare e che non mi sarebbe più capitata” - commenta Riccardo - “La vita di cantiere mi appassiona molto ed avevo già avuto delle esperienze in precedenza durante lo stage con Tecnostrutture presso altri cantieri a Novara (mercato coperto), a Verona (Masi Agricola) e a Torino (parcheggio interrato) ed ancor prima durante le superiori a Varese nel cantiere dell’ospedale. Ma senza dubbio l’esperienza fatta nel coordinamento della gestione logistica dei cantieri dell’Oman e del Qatar è impareggiabile.” I due cantieri sono stati gestiti contemporaneamente, con tempi serrati e con problematiche di spazi di cantierizzazione e di progetto rilevanti.

Il padiglione dell'Oman
“Lo spazio di cantiere per il padiglione dell’Oman era uno spazio lungo e stretto, privo di una platea, si lavorava su terreno da riporto non pulito.
Il montaggio delle strutture a secco doveva necessariamente avvenire dal fondo in avanti, facendo molta attenzione ad eventuali sovrapposizioni con il programma lavori dell’impresa costruttrice.

Il padiglione del Qatar
Il padiglione del Qatar insisteva su spazi più liberi ed aveva una platea, ma la struttura irregolare del progetto ha comportato innumerevoli problematiche, risolte sempre in modo tempestivo. Tra queste il montaggio delle strutture per la rampa elicoidale con ampie luci che caratterizza il corpo conico centrale del progetto, mi ha portato a costanti e quotidiani dialoghi con lo studio di progettazione CityNeon e il progettista strutturale di Tecnostrutture ing. Alfredo Scattolin.” Una situazione complessa monitorata comunque sempre dallo staff tecnico e progettuale e dal supervisore del cantiere in Tecnostrutture che supportavano in remoto le scelte di Riccardo Bona.

Il problema più grande
Dialogare in inglese con gli incaricati dello studio CityNeon che quotidianamente effettuavano sopralluoghi in cantiere e interfacciarsi con lo staff di progettazione Tecnostrutture, sono stati di certo problemi meno complessi rispetto a gestire maestranze ben più avanti in età rispetto al nostro Riccardo Bona. “Di fatto il problema più grande è stato farsi rispettare dalle maestranze. Spesso non capivano le problematiche di montaggio mentre sicuramente vantavano una lunga esperienza in cantiere. Io, dalla mia avevo la formazione tecnica e dovevo necessariamente impormi per rispettare i tempi e non inficiare l’elevato livello tecnico delle opere di Tecnostrutture.”

La giornata tipo
La giornata tipo in cantiere prevedeva a monte uno scrupoloso lavoro di pianificazione di ogni fase di montaggio. Nei due cantieri, gestiti in parallelo, bisognava prevedere lo spazio per il posizionamento di una gru necessaria a sollevare e scaricare travi e pilastri dai camion, quindi lo spazio per il temporaneo stoccaggio degli elementi che da lì a pochi giorni o addirittura ore dovevano essere montati, gestire e coordinare eventuali interferenze con altre attività di cantiere, decidere a quali parte dell’edificio dare precedenza.

Cosa fa il tecnico superiore per l'edilizia
La qualifica di tecnico superiore per l’edilizia, è una figura che esiste da poco in Italia e ancora purtroppo poco riconosciuta, anche se in Germania, in Francia e in altri paesi del nord Europa questo titolo di studio è ormai presente da oltre 50 anni. “L’ITS unisce aspetti tecnici e pratici e permette di avere un’alta specializzazione tecnica, superiore rispetto a quello di un diplomato geometra e a metà strada con la figura del progettista ingegnere. E’ un peccato che in Italia persista ormai a distanza di 4 anni dall’istituzione degli ITS, questa poca conoscenza del livello di specializzazione che caratterizza un tecnico superiore e il conseguente gap con l’offerta di lavoro per queste figure” conclude Bona.

 

 

 

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